NOTA INTRODUTTIVA ALLA MANIFESTAZIONE INTERNAZIONALE DI POESIA “IL PORTO DEI POETI”

 

Mentre inizia l’estate del 2009, per la seconda volta, vari poeti provenienti dall’Europa e dall’America si danno convegno a Cesenatico. Li abbiamo invitati in nome dell’amicizia, per festeggiare i loro versi, al sole, assieme a quelli di Marino Moretti e García Lorca.

 

Lo faranno per strada, sulla spiaggia, in una preziosa Casa Museo, un piccolo Teatro Comunale di duecento posti, una nuova Biblioteca e al Museo della Marineria; mentre i vecchi vizi della politica, o nuove forme di religione di stato, intorno furoreggiano, tolgono il respiro. Leggeranno i loro versi assieme a noi, perché la poesia ci pare più necessaria che mai. Come un cucciolo slegato che zampetta liberamente al sole; un gabbiano che grida confuso; un refolo di vento improvviso che ci spettina sulla punta del molo.

 

I poeti, quando vogliono, sanno come le parole passono indicare l’assurdità della cattiveria o l’egoismo che ogni privilegio economico nasconde; o il male di vivere, quando lo pescano. Sono parole che cantano, quelle dei poeti; che segnano dentro: indicano un varco che  nasce dal dolore, dalla pietà, dalla coscienza di non essere più con le persone amate o scomparse, di non essere più nelle città che li ha visti nascere; o non abbastanza con quelli che restano. Quello della poesia è un dolore prezioso, che non umilia, brilla sullo spessore sinistro delle cose, è una dismisura soave e pacifica, che non costringe a nulla, non dà nulla, ma indica la viva luce del sole che è in ognuno di noi. Anche per questo, noi che non amiamo i premi, ne abbiamo fondato uno per i giovani delle scuole di Cesenatico, dedicandolo alla memoria di Giorgio Calisesi, amico caro e compagno generoso di un tempo.

 

Stefano Simoncelli, Walter Valeri

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